Mi sento parte di qualcosa.

C’è aria fresca che entra dalla finestra e porta lontano il fumo della Camel che stavo fumando fino a due secondi fa. Ad ogni modo era Light, che con questo appellativo sembra quasi indicata ad una dieta. La malattia mi lascia indifeso ed alle volte ho paura. Ma chi me lo fa fare ad accostarmi a tutto ciò? Eppure quando chiudo gli occhi e faccio finta di niente sento qualcosa che preme e che vuole uscire vincendo la paura dettata dall’egoismo e dalla voglia di certezze. La morte non esiste, dice il mio ego smisurato. Non esiste perchè ne sono terrorizzato. Come gli struzzi che corrone per le lande desolate e si riparano sotto terra nella loro illusione. Ma la freccia comunque colpisce. Ascoltavo in silenzio una persona poco fa, e come sempre succede, è stato come discendere dalla punta di un iceberg. Alla volte si scende in picchiata libera, a volte invece in una deiscesa tranquilla, per tuffarsi in un mondo sottomarino invisibile ed emorme. Il pretesto potrebbe essere un semplice dolorino comparso per caso, e che magari on da neanche fastidio. Ma se questo dolorino, trova uno spazio per essere accolto, diventa un vulcano.

Ho appena finito una seduta di shiatsu.

Sto studiando per diventare operatore. Sto studiando per diventare più umano di quello che sono, se è una cosa che si può imparare dui libri, ma non lo credo. Logica direbbe che con tutti i problemi che ho già nella mia vita, comuni a tutti i poveri cristiani (ma anche buddisti, mussulmani, induisti e chi più ne ha, più ne metta), perchè mai dovrei sobbarcarmi, o per meglio dire ascoltare quelli degli altri. Ma la logica, spesso, nelle cose umane lascia il tempo che trova. Ascoltando gli altri mi carico, mi sento più vicino, mi sento più a casa.